Carolina Sopò Santini - Dott.ssa magistrale in Lettere Moderne e Antropologia

Propedeutica musicale - bambini 3

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I primi anni di vita del bambino costituiscono i momenti più importanti per l’apprendimento del linguaggio sonoro.
Propongo corsi di musica per bambini dai 6 ai 12 anni, suddivisi per età:  6-7/ 8-10/ 11-12.
Questo corso ha lo scopo di sviluppare le qualità musicali insite nel bambino, attraverso il gioco ed il divertimento che si crea nella relazione con gli altri.
In  modo semplice e graduale cerco di trasmettere ai bambini diversi stimoli musicali che permettano loro di sviluppare l’intonazione melodica (quando cantano ad una voce sola) ed armonica (quando cantano insieme agli altri) ed il senso ritmico  e diano la possibilità ad ognuno di esprimersi attraverso il canto in modo del tutto naturale, avendo la massima attenzione verso ognuno dei bambini partecipanti.     

Lezione tipo:
I bambini iniziano con la voce (facile da usare), per poi andare alla scoperta di vari strumenti musicali, come le percussioni, il tamburo, il tamburello, la campana tibetana, le maracas, il pianoforte e la chitarra sotto forma di puro gioco creativo e collettivo. Si giunge poi alla realizzazione di piccoli cori, inizialmente all'unisono e poi con l'aggiunta di altre voci, man mano che si sviluppa l'orecchio musicale dei bambini.

I genitori possono presenziare alle lezioni. I corsi si concludono con un saggio davanti a un pubblico.

PS: Ho creato un libro di musica illustrato per bambini,  nel 2019.


Metodo
 Il mio  approccio alla propedeutica musicale, sin dalla scuola dell’infanzia, è ispirato al metodo Dalcroze, metodo didattico musicale  che si basa sul gioco, integrando il suonare  ed il cantare con l’espressione corporea e fisica.
   
“L’educazione musicale |…| non si limiterà più allo studio delle leggi di sintassi e di vocabolario, ma svilupperà i mezzi espressivi spontanei, come pure l’arte di combinarli ed armonizzarli. La musica deve tornare ad essere un linguaggio naturale, una manifestazione vitale del pensiero e delle emozioni. Questa nuova concezione, però è il risultato dell’unione delle facoltà spirituali e corporee, ed è realizzabile mediante uno studio approfondito del movimento nel tempo e nello spazio e mediante un’educazione del senso muscolare”.
(Emile Jacques-Dalcroze, “Il ritmo, la musica e l’educazione”, p. 124)

Finalità di questo corso

1) Sviluppare nel bambino la capacità di esprimersi creativamente, mediante il corpo, coordinando i movimenti ritmici in sintonia con la musica.

2) Sviluppare l’orecchio musicale e la massima abilità possibile a leggere la musica e cantarla.
Permettere l’acquisizione della capacità di riconoscere, rielaborare  e ripetere  i parametri musicali di base quali il suono, la pausa, la durata, il ritmo, il tempo, l’altezza, l’intensità, il timbro, la melodia e l’armonia.
Bisogna considerare l'età dei bimbi, in quanto  la lezione verrà effettuata  in modo meno nozionistico se ci rivolge ai più piccoli.

3) Insegnare al bambino ad avvicinarsi agli strumenti musicali con rispetto e cura, così come a trattare con attenzione il proprio corpo, strumento “musicale” per eccellenza.

4) Avvicinare il bambino alla musica, considerando la sua individualità e  rispondendo alle esigenze della scuola sul piano dell’integrazione.

5) Permettere ad ogni singolo bambino di potenziare le proprie  capacità, dando l’opportunità a tutti quanti di partecipare attivamente ad ogni proposta.

La lezione di un’ora sarà così articolata:
 1) Ritmo
2) Solfeggio cantato e Nozioni di teoria musicale
3) Canto corale
4) Improvvisazione
5) Sperimentazione
 

1) Ritmo
Stabilisco un primo approccio alla conoscenza del proprio corpo,  al ritmo interiore e al suo ritmo fisiologico tramite i seguenti esercizi:
- Ascolto del silenzio e dei  movimenti ritmici del corpo.
- Sviluppo della coscienza corporea ed espressività.
- Ascolto dei rumori circostanti e del proprio respiro,  come suono a noi più vicino.
 - Percezione delle proprie sensazioni all’interno del corpo e del respiro che entra ed esce.
-  Gioco:  alternare attimi di silenzio e di immobilità  a movimenti ritmici del corpo, a suoni e canti,  all’ascolto di musiche riprodotte da dischi.
- Uso della voce e vari strumenti musicali insieme al movimento  ritmico del corpo ed all’esecuzione di posizioni, alcune tratte dallo  yoga, per stimolare, anche i  più piccoli,.
- Ascolto dei suoni che provengono dal proprio corpo.
- Uso della musica quale mezzo di espressione e di comunicazione.
- Ricerca dei colori  che vengono evocati con  la percezione di certi suoni. Sinergia tra suono e colore.
- Combinazione di diversi ritmi eseguiti con il corpo: camminare, muovere le braccia, battere le mani ed i piedi Creare diverse sonorità,  a turno ed insieme al gruppo.
- Ascolto degli altri.  
- Invenzione di nuovi moduli che stimolino la fantasia, la creatività ed aiutino a sviluppare la capacità di rappresentazione e la relazione tra i movimenti naturali ed i ritmi della musica.

2) Solfeggio cantato
Con questo corso intento trasmettere  al bambino, sotto forma di gioco ed attraverso la lettura musicale cantata, nozioni elementari delle forme di notazione musicale convenzionali nella nostra musica occidentale: le note, il tempo, i ritmi, la chiave, l’altezza delle note, la dinamica,  l'intensità, il timbro, la qualità del suono ed il suo “colore”.
La musica è come una lingua che bisogna prima di tutto comprendere ed imparare a parlare, per poi passare allo studio della grammatica.
 Il solfeggio cantato, piuttosto che parlato, aiuta a sviluppare l’orecchio musicale ed a far percepire il senso musicale della rappresentazione grafica della musica, poiché traduce immediatamente il simbolo in suono.

 Ognuna di queste caratteristiche può essere riconosciuta dall’udito del bambino grazie all’ausilio del canto  e  del pianoforte.

Il mio scopo è quello di trasmettere i concetti tramite i seguenti esercizi:
- Invito i bimbi a cantare a due voci impiegando solo  uno, due o tre suoni cantati contemporaneamente,  per capire che cosa sia l’armonia.
- Propongo ai bambini di imitare, grazie all’orecchio musicale, i suoni prodotti dal pianoforte, oppure i ritmi  eseguiti da me, con il movimento della braccia, delle mani, dei piedi o di tutto il corpo.
 - Faccio fare esercizi  con il pentagramma a fronte  per imparare a leggere ed ad intonare le note.
- Uso  il battito delle mani, per tenere il tempo, e la voce,  per ascoltare la durata delle note cantate.

Nozioni  e concetti di teoria musicale da insegnare ai bambini gradualmente:

- Tempo: è la durata di una pulsazione che si ripete costantemente, simile al battito del cuore. Può indicare la misura delle battute nel pentagramma, e si dice tempo in chiave all’inizio del pentagramma.
- Ritmo: è la successione di accenti forti e deboli che si ripetono costantemente.
- Melodia: successione di note cantate o suonate con uno strumento.
- Leggìo: dove si appoggiano gli spartiti musicali da leggere.
- Spartito musicale: insieme di molti pentagrammi.
- Diapason: strumento a forca che indica la nota musicale LA.
- Nota musicale: rappresenta graficamente il suono.
- Pentagramma: o RIGO musicale, è costituito da 5 righe e 4 spazi, serve a scrivere le note musicali, indica la loro altezza ed durata, ma non il timbro.
- Chiave: indica l’altezza delle note musicali.
- Stanghetta: separa le battute o misure in cui si divide il pentagramma secondo il tempo indicato in chiave (ad esempio ¾ o 4/4).
- Il valore delle note: ¼: una pallina nera con il gambo, e si chiama: semiminima Indicare con il pugno chiuso della mano e fare il gambo con l’altra mano.
½: una pallina bianca con il gambo e si chiama: minima Indicare con il pollice e indice uniti in un cerchio e fare il gambo con l’altra mano.
4/4 o intero: una pallina bianca rotonda con entrambe le mani: semibreve.
- Scala musicale: successione di note musicali per gradi congiunti: cioè: è come se noi in una scala non dovessimo mai saltare nessun gradino.
ESEMPIO SCALA DI DO MAGGIORE: DO-RE-MI-FA-SOL-LA-SI-DO.
- Arpeggio: successione di note musicali in cui saltiamo dei gradi, a volte uno , a volte due, ad esempio nell’arpeggio di DO maggiore saltiamo prima una nota (il re), poi un’altra volta saltiamo un grado (il fa) e poi saltiamo due gradini ( il la e il si) per giungere al do dell’ottava superiore Quindi in pratica cantiamo: DO - MI- SOL- DO.
- Accordo: Suoniamo l’arpeggio contemporaneamente e per cantarlo invece dobbiamo unire almeno tre voci che cantano insieme note differenti.
Es: un bambino canta DO/ un altro MI/ un altro SOL: tutti e gtre contemporaneamente formano un’ARMONIA, un accordo.
- Timbro: Dipende dalla forma della cassa di risonanza dello strumento suonato o cantato Ad esempio un violino e un violoncello, il violino è più piccolo avrà un suono più chiaro e il violoncello è più grande e avrà un suono più scuro.
 La voce: ad esempio ascoltiamo la voce di una bambina piccolina e la voce di una bambina più robusta, osserviamo la forma del viso e del corpo La bambina più piccola avrà la voce più chiara dell’altra.
La voce è il nostro strumento principale e naturale.
Quindi il timbro indica il suono più chiaro o più scuro.
- Intensità’: indica il suono più forte o più piano.
Se facciamo un suono forte entramb e le corde si muoveranno come un’onda grande
Se invece facciamo un suono piano l’onda sarà più piccola.
Quindi l’intensità indica il suono forte o piano.
- Altezza delle note: la corda più lunga vibra più lentamente di quella piccola perciò il suono sarà più grave.
La corda piccola vibra più velocemente e quindi il suono è più acuto.

- Coro a cappella: insieme di voci che cantano senza accompagnamento strumentale.
- Coro che canta all’unisono: tutti con lo stesso tono.

 3) Canto corale
 Mediante il gioco ed il divertimento delle canzoni, che evocano  favole, intento migliorare l’integrazione  e la relazione tra i bambini a cui affido un ruolo specifico, responsabilizzandoli.
- Invito i partecipanti a cantare tutti insieme per  sviluppare la loro capacità di intonare le melodie in modo armonico.
. Successivamente li invito a cantare leggendo il pentagramma  per aiutarli a familiarizzarsi con la grammatica musicale.
 

4) Improvvisazione
Propongo esercizi di interazione con gli strumenti musicali, e con la voce, utili a sviluppare la conoscenza musicale e la creatività insita in ognuno dei singoli bambini.
- Aiuto a migliorare la socialità  tra i bimbi educandoli al rispetto degli spazi altrui.
- Stimolo i bambini a prendere contatto con uno strumento musicale su cui poter suonare e improvvisare, per dare spazio alla propria immaginazione ed espressività.
- Invito i bambini ad ascoltare gli altri che suonano ed a  rispettare i propri turni.  
- Conclude la lezione con un momento di distensione muscolare, di quiete interiore e di ascolto del proprio corpo ad esempio facendo il gioco del “palloncino che si gonfia nella pancia”, per percepire il respiro addominale.


5) Sperimentazione

Lezione tipo:


1) Si danza invitando i bambini a disporsi su due file orizzontali
Si cammina con un piede che batte due volte per passo mentre cammina sia in avanti che indietro. Si va a TEMPO, con la musica Avanti e indietro una volta. Si canta la breve melodia del disco con la voce.
Nel contempo si battono le mani a tempo e quando si è davanti al pubblico ognuno farà delle variazioni di RITMO con il battito delle mani.
Si ritorna a posto nella fila orizzontale e si fa un cerchio, che gira a tempo per due volte e poi si chiude al centro, come un fiore che si apre e si chiude Infine si rifanno le due file e si ringrazia il pubblico con un inchino.

2) Dimostriamo con il corpo che cosa sono la scala e l’arpeggio:
Si dispongono i  bambini in fila orizzontale  che rappresentano le otto note da do a do, della scala musicale.
Un bambino salta cantando da una nota all’altra come se suonasse le note su uno strumento musicale tipo il pianoforte e rappresenta la scala ascendente, seguito da un  altro bimbo che canta la scala discendente, nella stessa modalità.
In seguito si rappresenta la struttura dell’arpeggio facendo i salti dovuti, seguendo lo stesso modello.


3) Dimostriamo che cos’è il timbro, l’intensità e l’altezza delle note.  Dimostrazione: Costruiamo con il corpo, su due file verticali, due corde: una lunga e una corta e   rappresentiamo l’altezza delle note da grave all’acuto.

4) Cantiamo in coro le Canzonii di Walt Disney:
I sogni son desideri; Scale e arpeggi; Cenerella; Lo stretto indispensabile; Supercalifragilistichespiralidoso; Bibbidi Bobbidi Bu.


CORSO DI PROPEDEUTICA MUSICALE per la Scuola elementare Obiettivi e metodologia del progetto:

Avere un approccio alla propedeutica musicale ispirato al metodo Dalcroze: metodo didattico musicale basato sul gioco, integrando il suonare ed il cantare con l’espressione corporea e fisica.
 Sviluppare, quindi, le qualità musicali insite nel bambino, attraverso l’attività ludica ed il divertimento che si crea nella relazione con gli altri.
 Mediante l’uso della voce e del corpo, educare l’orecchio all’intonazione melodica, armonica ed il senso ritmico .
Dare la possibilità ad ognuno di esprimersi in modo del tutto naturale avendo la massima attenzione verso ognuno dei partecipanti, senza eccezioni.

In passato abbiamo sperimentato questo metodo ed abbiamo ottenuto i seguenti risultati:
1) Abbiamo sviluppato nel bambino la capacità di esprimersi creativamente, mediante il corpo, coordinando i movimenti ritmici in sintonia con la musica.

2) Abbiamo visto miglioramenti considerevoli in tutti i bambini, anche in quelli poco disciplinati, dato il loro crescente entusiasmo per la materia.
3) Abbiamo visto aumentare gradualmente la loro percezione musicale grazie ad una maggiore attenzione all’ascolto con conseguente educazione all’orecchio musicale.
4) Ogni bambino ha acquisito  la capacità di definire, riconoscere, rielaborare e ripetere i seguenti parametri musicali di base: Nota musicale, Tempo, Ritmo, Melodia, Leggìo, Spartito musicale, Diapason, Pentagramma, Chiave, Stanghetta. Il valore delle note: semiminima, minima, semibreve. Altezza delle note musicali, timbro e intensità. Scala, arpeggio ed accordo di Do maggiore. Coro all’unisono ed a Cappella.

3) Allo scopo di dimostrare che cos’è il tempo, il ritmo e la melodia abbiamo preparato una breve danza.
I bambini si sono posti su due file orizzontali .
Hanno camminato con un piede che batte due volte per passo, sia in avanti che indietro, a TEMPO, seguendo la musica e battendo le mani contemporaneamente e cantando la breve MELODIA del disco.
(E’ da notare la grossa difficoltà che questo esercizio di coordinamento motorio comporta, considerando l’età dei bambini, Sono stati molto bravi e tutti hanno partecipato attivamente e con notevole impegno).
La coreografia seguiva con la formazione di tre cerchi, uno di femmine e due di maschi. Hanno fatto un girotondo, prendendosi per mano,  poi il cerchio è diventato un fiore che si apriva e si chiudeva. Dopo di che si sono tutti fermati ed il cerchio delle femmine ha battuto le mani tre volte creando così un RITMO che i maschi, a turno, hanno imitato, in loro risposta..Infine, hanno ricostituito le due file iniziali.

4) Abbiamo usato il corpo per creare un pentagramma, prima con la mano che ha 5 dita per indicare le righe e 4 spazi. Poi abbiamo immaginato un grosso pentagramma a misura di uomo, con la sua chiave, il tempo, e le note musicali nella scala di Do maggiore, come esempio I bambini si sono posti in fila orizzontale ed ognuno ha cantato una delle 8 note musicali dal do grave al do acuto Alcuni bimbi hanno saltato da una nota all’altra per dimostrare una scala ed un arpeggio.
I bambini hanno imparato ad avvicinarsi agli strumenti musicali con rispetto e cura, così come a trattare il proprio corpo con la medesima cura e attenzione. Ogni bambino ha imparato a suonare sulla tastiera la scala di do maggiore ed il corrispondente arpeggio Inoltre, hanno usato il diapason accordato sul la 440 htz.

5) Infine, tutti I bambini hanno partecipato al coro a cappella, all’unisono, ed hanno cantato le Canzoni di Walt Disney:
I sogni son desideri; Scale e arpeggi; Cenerella; Lo stretto indispensabile; Supercalifragilistichespiralidoso; Bibbidi Bobbidi Bu.

Durante l’apprendimento delle canzoni abbiamo curato molto l’intonazione e la capacità di cantare insieme riscontrando una risposta molto soddisfacente.

Abbiamo avvicinato i bimbi alla musica, considerando la loro individualità e rispondendo alle esigenze della scuola sul piano dell’integrazione. Riteniamo di aver permesso ad ogni singolo bambino di potenziare le proprie capacità, dato che abbiamo dato l’opportunità a tutti quanti di partecipare attivamente ad ogni proposta Per quanto riguarda i bambini più vivaci e distratti abbiamo usato la strategia dell’affidare responsabilità e ruoli di maggior rilievo proprio a questi, di modo tale che sono stati sempre coinvolti in ogni attività e mai esclusi . Nella scelta della musica tutti sono stati protagonisti attivi.

Testo di Carolina Sopò Santini ©2021


 

 

 

 

 

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